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Cenni storici .
La versione N rappresenta l' evoluzione finale del famoso caccia Curtiss. L' aereo era dotato di  una nuova capottina studiata per migliorare la visibilità posteriore, da sempre punto debole del caccia. L' aereo montava l' ultima versione del motore Allison, il V-1710-81 da 1360 HP. Con 5219 esemplari costruiti, la versione N è stata la più prodotta. Il P-40 N vide l' impiego su vari fronti: tra le unità più celebri l'80° Figther Group in India, con enormi teschi bianchi dipinti sul muso e il 49° Fighter Group in Nuova Guinea, con i caccia contraddistinti dalla coda bianca e vistose decorazioni sul muso e sui timoni.
Al lavoro.
Il kit Academy sembra di buona fattura, qualche perplessità può esserci riguardo ai piani di coda, che sembrano troppo avanzati. A modello terminato mi sono accorto della mancan za della c arenatura che va dai piani di coda al termine della parte fissa sulla deriva, ma ormai era tardi…. Pazienza! Il lavoro è concentrato su interni, flap e vani carrello. Si inizia tagliando la sede dei flap con un seghetto JLC. Poi si preparano i pozzetti carrelli della Part: Per prima cosa, bisogna assottigliare la parte interna delle semiali superiori e inferiori e fissare i vani con blocchetti di plasticard e colla cianoacrilica. Visto che la Part fornisce il portello di accesso del vano in fusol iera, ho forato con fresa e lime l' apertura, detta gliando poi il pavimento inferiore e la parte di fusoliera che si vedrà dall' apertura. L' abitacolo è stato migliorato con il set CMK, che nella confezione in mio possesso curiosamente conteneva solo due pareti sinistre! La parete mancante è quindi stata ricostruita in scratch. Gli interni si colorano con la mia tecnica di contrasto già descritta più volte. Un altro punto dove si può intervenire è l' interno della presa d' aria del muso, dove i condotti che portano l' aria ai radiatori sono carenati nella realtà. Con stucco epossidico Tamiya ho cercato di riprodurne la forma arrotondata.
Ali e superfici mobili.
Per prima cosa si termina il montaggio e la colorazione dei vani carrelli, riprodotti senza le protezioni in tela delle pareti, spesso rimosse dagli specialisti. Passiamo ora alla fase più impegnativa di questo modello: il montaggio dei bellissimi flap della Part, dalla costruzione piuttosto difficile, al punto che ho preferito usare la parte mobile della Eduard, che aveva le costolature solidali al pezzo principale, quindi solo da ripiegare ed incollare nella giusta posizione, certamente più facile che fissare decine di microscopiche centinature che si attaccano ovunque tranne che al loro posto! La parte dei flap all' inte rno dell' ala è stata assemblata sopra una striscia di plasticard da 0,3, qu esto metodo di lavoro ènecessario a causa dell' estrema fragilità dei flap cha vanno installati nell' ala solo all' ultimo momento prima della colorazione, per non danneggiarli. I flabelli del motore, sempre della Part, si montano a questo punto. Completato il montaggio del modello e reincisi i dettagli persi con la carteggiatura, si montano le parti fisse della capottina, che vanno raccordate alla perfezione con la fusoliera.
    
   
Carrelli.
Le ruote sono della True Detail con i cerchioni sostituiti con quelli a raggi in fotoincisi one, tipici delle ultimeserie del P-40. Questi pezzi sono molto ben fatti, e riproducono anche lo schiaccamento dei pneumatici dovuto all' effetto peso. Tutti i portelli dei vani provengono dal set in fotoincisione della Part, mentre le gambe sono state dettagliate con i cavi dei freni e alcuni piccoli particolari in plasticard e filo di rame del giusto spessore. Anche il ruotino posteriore ha ricevuto il piccolo cerchione dal foglio delle fotoincisioni.
Colorazione.
A mascheratura ultimata si stende una mano di grigio chiaro, poi si esegue il preshading solo sulle    superfici inferiori e sulla coda dell' aereo che sarà colorata in bianco Pollyscale RLM 21. Ora si maschera il bianco e si applica il Neutral Grey Aeromaster 1043, schiarito con il 20% di bianco. Dopo aver mascherato anche questo colore, si vernicia l' interno dei flap in Yellow Green XF4 Tamiya, in questa fase i flap sono stati ombreggiati e invecchiati in modo da non doverli più toccare. Passiamo ora al colore superiore, Olive Drab 41: si parte da una miscela di 100 gocce di O.D. faded 1041, 40 gocce di O.D. 41 1040, 10 gocce di G.B. Middlestone 1 11 5, tutti Aeromaster. Le pannellature sono state ripassate con una miscela più scura e molto diluita. Avanti con l' ennesima mascheratura! Stavolta tocca all' azzurro dell' ogiva e alla striscia sulla deriva. La fascia bianca sull' ogiva si realizza dipingendola prima di bianco, poi si maschera con una striscia semicircolare, ritagliata usando un piccolo compasso da taglio OLFA, e si spruzza il colore azzurro; levando la mascheratura avremo la fascia bia nca, perfettamen te dipinta anche su una  superficie conica come l' ogiva. Dopouna mano di trasparente lucido siposano le decal, tratte da un foglioAeromaster. Un lavaggio con Terra di Siena Bruciata e nero ad olioevidenzierà le pannellature. Ora è il momento di opacizzare il modello con il solito trasparente opaco Aeromaster, poi si realizzano ad aerografo le tracce degli scarichi e i fumi delle armi alari. Il    montaggio degli scarichi, modificati e ristampati in resina come sul P-40K, le scrostature dipinte a pennello con Humbrol 56, le colature e gli aloni realizzati come sempre a pennello asciutto, completano il processo di invecchiamento. Al termine tutti i particolari più fragili, come carrelli, antenne, parte mobile dei flaps ecc. sono stati fissati con colla cianoacrilica.
   
Basetta.
La pista di terra battuta, piena di tracce di veicoli, è tratta da una foto di P-40 in Nuova Guinea,così come la vegetazion e e il colore scuro e rossastro del terreno. Per sviluppare in maniera omogenea la scena, si posiziona il modello finito, per studiare le disposizionie i volumidel terreno e degli accessori che verranno scelti. La tecnica per realizzare il fondo è lo stesso già descritto in altri articoli: si stende uno strato di Das inumidito, livellandolo in maniera irregolare con le dita, sui cui vengono poi incise le impronte dei pneumati ci. Una volta asciugato il  Das, si applica colla vinilica diluita con acqua, sulla quale si stende della polevere finissima, che verrà poi rimossa sbattendo leggermente la basetta sul tavolo, per far rimanere attaccata solo quella strettamente necessaria a formare il fondo del terreno. Due figurini e le solite casse e bidoni movimentano la scena.
   
Documentazione:
Curtiss P-40 Planes & Pilots,
Detail 6 Scale vol. 62 P-40 part.2,
P-40 in Action,
Walkaround P-40,
Flight Journal special P-40,
P-40 le Tigri del cielo Delta Editrice,
Wjdawnictwo Militaria nr.122,
numerose foto tratte da internet. |