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Brevi cenni storici :
I primi prototipi furono sviluppati nel 1925, la versione trattore da artiglieria entrò in servizio nel 1935, seguita dalle versioni da recupero e trasporto carri. Lo Scammel Pioneer da recupero, inizialmente denominato SV1V, dopo appena 45 esemplari fù modificato nel tipo SV2V, con un braccio dalla portata di 3 tonn. e modifiche nel cassone. Costruito attorno al potentissimo argano posizionato sotto al cassone, collegato direttamente alla trasmissione, lo Scammel era in grado di trainare qualsiasi mezzo inglese dell’ epoca. Il mezzo era motorizzato da un Gardner diesel da 6 cilindri di 8400 cc e 102 cv di potenza, al giorno d’ oggi sono dati che fanno sorridere, ma allora erano potenze di tutto riguardo. I dati sui mezzi prodotti variano dalle 200 alle 3500 unità a seconda delle fonti e comprendono tutte le versioni dal trattore d’ artiglieria al trasporto carri. Le ottime prestazioni permisero alo Scammel di restare in produzione fino al 1955, e di avere un largo impiego anche nel settore civile, specialmente nel settore dei trasporti eccezionali. Lo Scammel incarna alla perfezione il tipico stile inglese, si tratta di un mezzo possente e sgraziato, che sacrifica alla funzionalità ogni considerazione estetica.

Il modello :
Il kit in resina della Wespe Model è di ottima qualità, i dettagli sono fini, solo qualche bolla sparsa in alcuni particolari tipo le sponde del cassone richiederà un poco di lavoro.

Montaggio :
Iniziamo separando con attenzione i pezzi dalle materozze usando un seghetto Tiger. I pezzi di maggiori dimensioni si rifiniscono con una lima. I pezzi, sono ottimi. Solo l’ unione tra le pareti e il cielo della cabina è imperfetto e richiederà una stuccatura. Il telaio del mio modello era leggermente deformato, per risolvere il problema prima ho riscaldato la parte con un phon, subito dopo ho riportato in linea il pezzo con le dita, attendendo qualche secondo che la parte si raffreddasse. Dopo alcuni tentativi il telaio è perfettamente parallelo. Il telaio si presentava pieno per le necessità dello stampaggio in resina, il pezzo è stato migliorato svuotando con frese e lime tutte le zone accessibili. II motore è stato dettagliato con plasticard e fili di rame e stagno, anche l’ argano è stato migliorato sgrossandolo dalla resina e aggiungendo il cavo di traino e altri piccoli particolari. I componenti del telaio si assemblano con colla cianoacrilica. Le parti peggio riuscite del kit sono le ruote, i dettagli del battistrada sono impastati e poco profondi rispetto alla scolpitura del vero mezzo. Per prima cosa ho carteggiato le ruote su una tavoletta per eliminare deformazioni e accumuli di resina, poi con una minifresa rotonda ho scolpito la parte interna di ogni scanalatura, lavoro noioso e che necessita di mano ferma. Al contrario del battistrada i cerchioni sono ottimi, col giusto numero di bulloni e una buona forma del cerchio. Il lavoro sul telaio si completa aggiungendo un tirante e alcune piastre sul lato sinistro, e riempiendo con vari carichi il cestone sotto la cabina, ispirandosi per la dotazione ad alcune foto. Sulla parte frontale della cabina mancano alcune file di rivetti, molto visibili sul mezzo reale: per prima cosa con una punta da 0.3 ho praticato una serie di forellini sul pezzo, poi ho tagliato tante piccole sezioni di sprue stirato e le ho incollate all’ interno dei fori con colla cianoacrilica. Dopo una breve attesa ho tagliato l’ eccesso con delle tronchesine a taglio raso. Terminato il lavoro rimane solo una puntina di sprue che simula perfettamente il rivetto. Una passata di colla Tamyia tappo verde fonderà leggermente la plastica dando un aspetto arrotondato ai rivetti. Un altro particolare mal riuscito è il grosso filtro dell’ aria: ho dovuto ricostruire il tappo superiore tornendo uno spezzone di rod da 1,5 mm con il minitrapano fino ad avere un cono delle giuste dimensioni. Sul muso ho anche sostituito i tappi del radiatore, aggiunto alcuni rivetti e alcuni componenti del motore fissati sulla paratia interna. Il volante è stato assottigliato con una piccola lima mentre era ancora sulla matarozza. Per liberare i parafanghi anteriori dalla resina tagliamo l’ interno con una lama nuova, eliminato il grosso rifiniamo con una limetta. Ora con un seghetto separiamo il parafango. Con la solita lima rifiniamo il bordo di taglio e il pezzo è pronto. Il kit offre la  possibilità di lasciare aperti i cassoni contenenti le dotazioni dello Scammel, mi sono divertito nel ricreare la varietà di carichi presenti sul mezzo; ho usato cavi per carri armati, taniche, bidoncini e  casse in resina, teli vari e un gran numero di attrezzi e ganci realizzati in scratch con filo di rame e plasticard. I vari travi di legno sono realizzati usando profili in legno di balsa per il modellismo navale. Per prima cosa diamo una mano di nero opaco acrilico, lo scopo è di fare una base per ombreggiare tutto il carico. Con un grigio chiaro Humbrol a smalto facciamo un drybrush per visualizzare i vari pezzi che andremo a colorare. Iniziamo a colorare i particolari che si trovano più in basso all’ interno del cassone. Colorato il grosso dei pezzi, dipingiamo col verde di base le pareti interne del cassone. Dopo che i colori sono perfettamente asciutti, applichiamo un lavaggio a olio color bruno per dare profondità. Ora con colori acrilici Valleyo e metallici Agama evidenziamo i carichi più esterni e i cavi di traino cercando di ottenere una pittura molto precisa e dai contrasti netti. Il lavoro sul cassone termina aggiungendo alcune maniglie in filo di rame e qualche dettaglio in plastica. Le leve del cambio, delle ridotte e i comandi dell’ argano sono rifatte in filo di rame così come le maniglie del sedile passeggero. Gli interni si colorano con verde acrilico Gunze H58, scelto rispetto all’ equivalente Humbrol per la maggior brillantezza. Un lavaggio a olio con verde scurissimo, subito eliminato dalle zone in luce con un pennello inumidito nel diluente, crea i primi contrasti. Ora isoliamo il lavaggio a olio con una mano di trasparente opaco acrilico Polly’s (ex Aeromaster), con una miscela di colori Humbrol verde opaco Matt 159 e giallo verdastro Matt 74, evidenziamo i rilievi. Con un pastello a olio color seppia evidenziamo le ombre. I sedili e il cruscotto si colorano con acrilici Valleyo. I finestrini della cabina sono realizzati in acetato, per prima cosa rileviamo le misure delle aperture, poi tagliamo una striscia di acetato dell’ altezza giusta, dopo aver tagliato i finestrini, li rifiniamo con una lima fino a quando non si inseriscono perfettamente nell’ apertura, poi li fissiamo con colla cianoacrilica Slo-Zap a bassa fumosità. I trasparenti si completano realizzando le tracce dei tergicristalli mascherando con nastro Tamyia una zona semicircolare e spruzzando ad aerografo un color polvere molto diluito sul vetro.

Colorazione:
Vista la complessità del mezzo e la quantità di dettagli realizzati, ho deciso di  dipingere separatamente tutte le parti dello Scammel, in modo da poter lavorare agevolmente su ogni parte. Sulla documentazione in mio possesso, il verde oliva usato dagli Inglesi dopo il Bronze Green, aveva l’ equivalenza con lo smalto Humbrol Matt 159; ho aggiunto alcune gocce di giallo Matt 154 e di bianco opaco per schiarire il colore in previsione dei vari lavaggi a olio, che inevitabilmente scuriranno il colore iniziale. Iniziamo colorando il telaio, le ruote e tutti i particolari come gru, contrappeso ecc. Quando lo smalto è perfettamente asciutto, (servono almeno un paio di giorni), coi colori acrilici dipingiamo i particolari del telaio. Tutto il telaio è stato trattato con lavaggi a olio, profilature e lumeggiature. Dopo aver atteso un paio di giorni dall’ applicazione della mano di verde oliva di base (matt 159 schiarito con giallo e bianco), con una matita tracciamo i contorni della mimetica “Mickey Mouse” usata dagli Inglesi in quel periodo. Esistono diversi stili di applicazione di questa colorazione, andiamo da quella classica con macchie dai bordi a semicerchi perfetti e parti superiori del veicolo nere, a  quella con le macchie sparse sul mezzo in ogni posizione e nettamente separate: basandomi su alcune foto ho scelto un’ ulteriore stile, con macchie dall’ andamento irregolare e  parte superiore dello Scammel completamente nera, secondo lo schema classico. Considerando la scala e gli effetti dei lavaggi, ho scelto di usare il grigio Matt 67 al posto del nero, realizzando la mimetica a pennello, questa scelta semplifica molto il lavoro visto che  mascherare un soggetto così complesso come lo Scammel non sarebbe stato facile. Tutti i particolari mimetizzati sono dipinti separatamente prima del montaggio. Prima di applicare la grande stella sul tetto, ho steso una mano di trasparente lucido acrilico sulla zona, e dopo aver scontornato al massimo la stella, ho posizionato la decal utilizzando i liquidi ammorbidenti della Microscale. Una mano di grigio scuro acrilico molto diluito è servita a uniformare la decal col colore del tetto. Una passataditrasparente opaco a smalto Humbrol rende omogenea la superficie in previsione dell’ invecchiamento ad olio. La prima fase dell’ invecchiamento consiste in un filtro di Bruno Van Dick a olio, il diluente da usare è quello della Universal, che ha l’ ottima qualità di rimanere completamento opaco ad essiccazione avvenuta. Il filtro sarà applicato su tutti i particolari , lo scopo è uniformare e spegnere la brillantezza del colore di base; il lavaggio deve essere molto diluito e và applicato in modo omogeneo su tutte le superfici, evitando accumuli e aloni. Mentre aspettiamo l’asciugatura del filtro a olio, coloriamo le ruote: dopo un lavaggio con Terra di Cassel (marrone scurissimo) sui cerchioni, dipingiamo con il Tyre Black Agama gli pneumatici. Ora usiamo un pastello ad olio grigio chiaro per evidenziare il battistrada: uso questa tecnica perché permette sfumature molto morbide ed è molto facile da correggere. Il metodo di applicazione è il seguente: inumidiamo un pennello nel diluente White Spirit (è importante usare marche differenti per i vari passaggi perché ogni diluente ha proprietà specifiche per l’ uso), e preleviamo un poco di pigmento dal pastello; il pennello deve essere quasi asciutto e non lasciare tracce di diluente sul pastello, ma caricarsi di colore leggermente, in modo da poterlo poi usare con la tecnica del dry brush. Evidenziamo adesso i particolari del cerchione usando una miscela del verde di base (Matt 159) e di giallo, ecco il risultato finale, tutti i particolari sono visibili. Per sporcare il battistrada ho fatto un Drybrush con Matt 29 Humbrol, seguito da una seconda applicazione con Matt 72, ecco come si presenta la ruota dopo la sporcatura; ora con pastello a olio nero si rimarca la zona vicina al cerchione. Terminato la colorazione delle ruote possiamo incollarle con colla cianoacrilica (sui modelli in resina tutti gli incollaggi si fanno così) al telaio. Prima si profilano i recessi con Terra di Cassel a olio usando un pennellino, il colore và diluito leggermente col diluente Universal, in modo da tracciare linee sottili attorno ai rivetti e alle rientranze. Ora con un pastello giallo facciamo le luci, il colore si applica con la tecnica del drybrush, insistendo sulle zone centrali delle macchie verdi. Il giallo inevitabilmente spegnerà il contrasto con le zone scure, con un pastello nero rimarchiamo con un pennello piatto i bordi. Il lavoro termina evidenziando con colori chiari (grigio chiaro sul nero e giallo sul verde), le teste dei rivetti e le maniglie, qui il contrasto tra il colore di base e quello a smalto dipende dal gusto personale, consideriamo che nella scala 1:72 più il contrasto è accentuato più i piccoli particolari diventano visibili. Terminata la colorazione incolliamo il cassone sul telaio, ricordo che usando questo sistema di montaggio, bisogna eliminare il colore dalle zone su cui applicheremo la colla cianoacrilica, in modo da ottenere incollaggi robusti e sicuri. La cabina dello Scammel è stata trattata col metodo descritto sopra, aggiungendo colature sul tetto del veicolo e ombreggiando il cofano motore; terminato il lavoro possiamo incollarla sul telaio, il mezzo inizia a prendere forma! Proseguiamo il montaggio installando i vari accessori, barra di traino, argano, contrappeso anteriore ecc. Facciamo un lavaggio molto diluito con Bruno vanDick a olio, lo scopo è spegnere la brillantezza del colore, dando la prima idea di invecchiamento. Dopo aver atteso una giornata, profiliamo con Terra di Cassel (marrone scurissimo) tutti i particolari e i recessi, il colore và diluito col prodotto Universal che ha la qualità di lasciare perfettamente opaco il fondo quando asciuga. Terminata la profilatura eliminiamo il colore in eccesso con un pennello inumidito con l’ Universal, cercando di sfumare il lavaggio. Al termine ecco l’ aspetto del pezzo, tutti i particolari sono evidenziati. Adesso è il momento di usare i pastelli a olio, dopo aver leggermente inumidito il pennello col diluente White Spirit (questo è il prodotto che lavora meglio sui pastelli a olio), preleviamo un poco di pigmento e lo applichiamo con la tecnica del drybrush. Il pastello ad olio crea una sfumatura molto morbida perché è semitrasparente, su certi particolari servono contrasti più netti, in questo caso possiamo usare direttamente un colore a olio verde acido; ne applichiamo un poco nelle zone che vogliamo più luminose, poi lo sfumiamo con un pennello, l’ effetto finale è molto più contrastato. I passaggi di lumeggiatura smorzeranno la profilatura fatta in precedenza, con un nero acrilico molto diluito ripasseremo tutti i particolari con la massima precisione. Adesso con un colore a smalto evidenziamo i bulloni e i bordi. Ora è il momento della sporcatura vera e propria: con un pastello a olio color seppia realizziamo alcune colature e aloni, poi con un grigio scuro facciamo delle  scrostature  sulle zone di attrito. Questo metodo è in pratica un’ alternanza di chiaro-scuri, ripetuti fino ad ottenere il contrasto voluto; la tecnica può sembrare complessa, io ho dovuto fare molti passaggi per ottenere il risultato che desideravo anche a causa della mia scarsa esperienza coi mezzi militari, qualcuno più esperto potrebbe riuscire a eliminare qualche passaggio, l’ importante è che nella piccola scala i dettagli devono essere nitidi e ben contrastati, e la tecnica dei pastelli a olio permette di raggiungere ottimi risultati. Un problema che ho dovuto risolvere riguarda come realizzare il cavo della gru e la catena che comanda l’ estensione del braccio; ho usato 3 fili di rame da 0,1 mm, li ho bloccati nel mandrino di un minitrapano poi ruotando lentamente il trapano ho ottenuto il cavo. La catena si ottiene usando solo 2 fili di rame e attorcigliandoli in spire più larghe rispetto al cavo della gru, poi con un martello basta battere molto dolcemente ilcavo, per ottenere una microscopica catena, certo risulterà piatta, ma in scala 1:72 non si nota molto. Sia il cavo che la catena si passano sulla fiamma di una candela per renderli più duttili e facili da posizionare, inoltre il calore elimina il colore brillante del rame, rendendolo opaco e facilitando la colorazione. Inizia la fase finale del montaggio: si incollano i parafanghi anteriori e posteriori, aggiungendo i rinforzi diagonali per questi ultimi. Ora montiamo i teli che sostituiscono i finestrini laterali dello Scammel, i segnalatori d’ ingombro sui parafanghi anteriori realizzati in filo di rame, la catena e il cavo della gru col gancio munito di contrappeso costruito in plasticard. Il montaggio delle portiere, delle sponde del mezzo, dei tergicristalli realizzati con sprue stirato, degli specchi retrovisori sempre in scratch, delle piccole luci ausiliarie vicino alle portiere completano il lavoro.

LA BASETTA:

Ho scelto di presentare lo Scammel su una base che mettesse in evidenza  il mezzo: ho usato una base per figurini di cm 15X 9, su cui ho incollato con vinavil un piano inclinato di polistirolo per isolanti, racchiusa da due lati da fogli di plasticard. Per avere una scena ben bilanciata ho provato le dimensioni del mezzo per studiare cosa mettere nel diorama. Per ottenere una scena evocativa, ho pensato di realizzare una scarpata sul bordo della strada, e le tipiche colonnine in pietra con i tubi metallici che le collegano, usate fino agli anni 50-60 al posto dei guard- rail in metallo impiegati ai giorni nostri. Le tracce di un’ uscita di strada, con una colonna abbattuta e i tubi contorti richiamano immediatamente alla mente il senso della presenza e dell’ uso di un mezzo di recupero. Iniziamo creando con un pirografo lo scasso in cui inserire alcune pietre naturali sul bordo del diorama. Per le colonnine in pietra, tagliamo dei rettangoli di plasticard da 1 mm si spessora con le misure della colonna, ora incidiamo le giunzioni delle pietre che la compongono, cercando di dare una forma irregolare ai pezzi. Incolliamo quattro pezzi così realizzati, poi aggiungiamo il cappello usando un rettangolo di dimensioni leggermente superiori e con una forma più regolare dai bordi arrotondati. Ora testurizziamo il pezzo inumidendolo con abbondante colla Tamyia tappo verde, e picchiettandolo con un vecchio pennello dalle setole corte. Terminata questa operazione l’ aspetto sarà troppo rugoso, basta ripassare il pezzo con la colla , ed ecco la nostra colonnina in pietra. Ora dipingiamo con 3 toni di grigio a smalto le colonnine cercando di variare le tonalità in modo casuale. Dopo aver forato con una punta del diametro adatto le sedi, inseriamo due sezioni di rod da 1mm e colleghiamo due colonne, ho dipinto le sbarre a sezioni alternate bianco-nere, mi sono ispirato a ricordi  di bambino su come erano le strade di montagna tanti anni fa. Le sbarre divelte dall’ uscita di strada sono realizzate usando filo elettrico del diametro giusto e con l’ anima monocavo, in modo da essere modellabile, il risultato, una volta inserito sulla base, è di ottimo effetto. Per prima cosa proviamo la scena con tutte le sue componenti: questa fase è molto importante, è il momento di dare al nostro modello l’ equilibrio che lo renderà verosimile. Dopo aver applicato un sottile strato di Dash attorno alle pietre, lo testurizziamo con un vecchio pennello. Ricoperta tutta la base col Dash, stendiamo uno strato di colla vinilica e spolveriamo le polveri per il terreno, usiamo due differenti tipi di grana, ghiaia finissima per la strada e polveri per il terreno. Adesso imprimiamo il modello sul Dash ancora fresco. Ora coloriamo con un marrone scurissimo acrilico i lati del diorama, sempre con miscele di colori acrilici dipingiamo il terreno, si nota come strada e terreno siano di tonalità differenti, ho scelto i colori osservando una strada in ghiaia dopo un giorno di pioggia. I lavaggi a olio sono differenziati: un tono grigio-verde sulla strada e sulle rocce, un marrone più caldo sul terreno, dopo aver steso una mano leggera di trasparente opaco acrilico iniziamo il dry-brush per evidenziare i rilievi, anche qui toni differenziati, grigio chiarissimo su rocce e ghiaia, kaki sulla strada e ocra sul terreno. Molto importante durante la colorazione è che il mezzo, anche se di diverso colore, risulti in armonia coi colori della base. Con un grigio chiarissimo a smalto Matt 28 dipingiamo alcune pietre tra la ghiaia. Le pozzanghere sono realizzate con Vernidash miscelato a Matt 72  applicato in varie mani fino a riempire le cavità. Ora è il momento di realizzare la vegetazione: con uno spazio così ridotto ho usato solo erba della Noch verde scuro cod. 08320, incollata con colla vinilica, e aggiungendo piccoli cespugli ottenuti sminuzzando un prodotto della Heky cod. 1581, dalla consistenza spugnosa e irregolare. Il colore lucido dell’ erba si spegne con trasparente opaco acrilico Polly’s. Con un leggero drybrush con giallo verdastro evidenziamo le fibre dell’ erba.

FIGURINI:
Dopo molte prove ho scelto di usare solo due figurini per non affollare troppo la scena e lasciare lo Scammel al centro dell’ attenzione. Il figurino sul cassone è  realizzato provando la sua posizione durante la costruzione. I figurini sono costruiti usando parti di varia provenienza: teste dei carristi inglesi Mig, braccia Presier, corpi CMK, i particolari tipici delle divise inglesi, come il tascone sulla gamba dei pantaloni e le tasche della camicia del secondo personaggio, sono in alluminio adesivo. Colorazione: si comincia applicando i colori di base con acrilici Valleyo e Andrea. Le ombre si realizzano con i colori di base notevolmente scuriti e molto diluiti. Ora profiliamo con Olive Drab diluitissimo i contorni delle tasche, delle cinture ecc, poi facciamo le luci con metodo usato per le ombre, intensificando gradualmente le zone più illuminate con varie velature di colori chiari estremamente diluiti, i bottoni e le mostrine si evidenziano con Pale sand puro, preso direttamente dalla confezione: ho sperimentato questa tecnica di pittura detta della luce zenitale, grazie ai consigli di un amico figurinista; devo dire che i risultati, considerando la piccola scala, mi hanno veramente soddisfatto.

 
 

 

 

Ultimo aggiornamento:

01/02/2012

 

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